Assistiamo scioccati, con il resto del "Paese reale", a queste continue baruffe e risse politiche in Parlamento. E' un gioco al massacro, dove ciascuno sembra mosso più dalla convenienza e dall'interesse momentaneo che da una visione del futuro dell'Italia.
Il Paese ha bisogno di un governo di responsabilità nazionale che affronti con vera forza riformatrice le emergenze che sono sotto gli occhi di tutti: l'aumento del costo della vita e della povertà, l'insostenibile pressione fiscale, il deficit infrastrutturale, il degrado dell'ambiente, la paralisi della giustizia...
Non è forse il momento di bloccare l'Italia in una nuova durissima contesa elettorale, ma tantomeno è il caso di trascinare l'esperienza di un governo che non dispone oggi della maggioranza politica necessaria per realizzare un programma riformatore.
In prospettiva, è assolutamente necessario un vero cambiamento e rinnovamento di una classe politica ormai non più all'altezza e in piena crisi morale.
Ilpontemilano
Domenica 16 dicembre 2007, nella sala consiliare di Villa Campello ad Albiate, è stato consegnato a Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace 2003 il premio internazionale Vittorino Colombo alla sua undicesima edizione.
Grazie all'impegno della Fondazione Colombo e del suo vulcanico Direttore Marcello Menni noi giovani del gruppo Il Ponte abbiamo avuto l'onore di ascoltare la testimonianza di una donna che da anni si batte per i diritti umani in un contesto difficile, mettendo a repentaglio la sua stessa incolumità e libertà fisica. L'incontro con Shirin Ebani è stato per noi, giovani cattolici impegnati nella società, nella cultura e nella politica, un motivo di speranza umana e una sorgente di impegno civile, nella consapevolezza che non esiste un vero spirito religioso che non si accompagni alla dignità e alla solidarietà umana.
La giuria del premio, composta anzitutto da Angelo Caloia presidente Fondazione Vittorino Colombo, dallo scrittore Eugenio Corti, da Lorenzo Ornaghi, Rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, da Cesare Romiti presidente istituto Italo-Cinese Vittorino Colombo, ha motivato la scelta proprio facendo riferimento alla lotta che da anni Shirin Ebadi, avvocato iraniano, porta avanti per far comprendere come il rispetto di diritti fondamentali, come la libertà di pensiero e di parola, quello all'integrità fisica e al rispetto individuale, possano sposarsi con un'identità religiosa, che è possibile intendere laicamente e in un'ottica storica.
Cordialità,
Ilpontemilano